"La passione per la Fotografia" di Beppe Bolchi

Brutto affare la passione per la fotografia.
Specialmente se ci si riferisce alla Fotografia a Sviluppo Immediato.
In questo caso, la Fotografia è Materia, non una semplice superficie su cui far apparire delle immagini, ma una tavolozza di per se stessa, immagine e colore al tempo stesso, su cui poter agire, assecondando al proprio vedere strumenti e interventi.
Fotografia, Pittura, Scultura. C'è una fusione di tutte queste Arti.
L'origine, fisica, è Fotografia. Niente strumenti tecnologici di alto livello e alto costo, il mezzo è una semplice macchinetta Polaroid, automatica, ottica fissa, poche possibilità di intervento, nessun programma che ti guidi o ti faciliti. Certo è comunque Fotografia, semplificata al massimo, con il solo vantaggio, espressivo e tecnologico, di poter avere un risultato visivo immediato, o quasi.
Proprio questa semplicità apre però le porte ad interventi personali, personalissimi, di commistione con Pittura e Scultura. Cinzia non si bea, come molti purtroppo, della tipologia del mezzo considerandolo il fine.
Il puro risultato fotografico è solo la partenza, solo l'inizio di un percorso.
L'origine psicologica e concettuale è quindi nella mente, nel cuore, nello stomaco di Cinzia.
Il risultato che vuole proporre è una ricerca, vuole comunicare, ma non si apre consapevolmente.
Forse non si sente ancor pronta a svelarsi, a rivelare apertamente i propri pensieri e le proprie sensazioni, ma ci fa comunque entrare silenziosamente e inavvertitamente nel proprio profondo, nell'intimo delle sue percezoni. Paure, desideri, aspirazioni, rammarichi, sogni.
Vorrebbe forse tornare indietro nel tempo, per rivivere le gioie o forse per evitare le amarezze. Vorrebbe uscire dalla gabbia, ma non svela cosa la tenga imprigionata. Vorrebbe sentirsi leggera e volare, ma non troppo in alto.
Vorrebbe essere invisibile, per poter guardare il mondo e la vita senza essere vista, ma si sente parte integrante di questo mondo e di questa vita, che però vorrebbe in qualche modo cambiare.
Vorrebbe essere ammaliante, conquistatrice, ma non dominatrice. Non mostra il suo sorriso triste, ma è consapevole del suo essere alla ricerca della felicità, della serenità, di occhi e di
braccia che l'accolgano, di cuori che la comprendano.
Un autoritratto senza volto, forse per questo ancora più vero e ancora più profondo.
Splendido affare la passione per la Fotografia.


Bad thing to have a passion for photography.
Especially if it’s a passion for Instant Photography.
Here, Photography is Matter, not just a simple surface where images appear, but a palette in itself, image and colour at the same time, on which one can play, according to one’s vision of tools and actions.
Photography, Painting, Sculpture. There’s a mingling of all these Arts.
The starting physical point is Photography. No high tech, high price tools, the means is a bare Polaroid camera, automatic, fixed optics , a few features to be changed, no programme to ease things up or guide you. It’s certainly Photography anyway, the simplest, where the only technological and expressive advantage is to have an almost immediate result.
Yet, this very simplicity leads to very personal actions, sometimes extremely personal ones, where Painting and Sculpture are involved. Cinzia does not revel in the means, considering it the aim, as many unfortunately do. The photographic result is just a starting point, the beginning of a journey.
The psychological and conceptual origin is in Cinzia’s mind, heart and gut.
The result she wants to propose is a quest she wants to communicate, yet she doesn’t open herself consciously.
Maybe she’s not ready to reveal herself, to show in the open her own thoughts and feelings, and yet she lets us silently and unintentionally into her deepest and intimate sensations.
Fears, wishes, ambitions, regrets, dreams.
She would perhaps want to go back to the past, to live some joyful moments again, or maybe to avoid sorrow. She would perhaps escape from the cage, yet she doesn’t reveal what keeps her caged. She would feel light enough to fly, but not too high.
She would like to be invisible, to be able to watch the world and life without being seen, but she feels herself as an i ntegral part of the very world and life that she’s craving to chang
She would like to be charming, seductive but not prevailing. She doesn’t show her sad smile, but she’s conscious she is looking for happiness, serenity, welcoming arms and eyes, understanding hearts .
A self-portrait without a face, therefore probably even truer and deeper.
Wonderful thing to have a passion for Photography.





Beppe Bolchi
Appassionato di fotografia da quando aveva dodici anni, ha percorso tutte le esperienze fotografiche amatoriali, giungendo successivamente al professionismo.
Ha collaborato per vent’anni con Polaroid, verificando qualità e tecniche creative delle Pellicole a Sviluppo Immediato, di cui è il riconosciuto esperto e supporter, dedicando poi la sua esperienza alla rinascita delle nuove pellicole “Impossible”.
Le sue ricerche lo hanno inoltre portato ad approfondire il linguaggio della Fotografia Stenopeica, diventandone ben presto punto di riferimento per appassionati e cultori della Fotografia.
I suoi progetti sono sempre orientati alla ricerca, sia tecnica che espressiva, giungendo spesso a interpretazioni che hanno aperto nuove strade, quali le Prospettive Multiple, le Ciclopsie e i Ritratti Fluttuanti. I suoi temi preferiti sono Architettura, Paesaggio e Ritratti.
Ha esposto al Museum of Fine Arts di Boston, a Milano, a Parigi e Arles in Francia, a Glasgow in Scozia, a Villajoiosa in Spagna, a Basilea in Svizzera, poi a Genova, Castellanza, Busto Arsizio, Savignano sul Rubicone, S.Felice sul Panaro, Nocera Inferiore, Senigallia, Tolmezzo e durante i più importanti eventi fotografici in Italia.
Collabora regolarmente con importanti Scuole di Fotografia e Università, ha tenuto applauditi Workshop in Italia, a Parigi e Arles, Glasgow, Vienna, Belgrado e persino all’Università “Rangsit” di Bangkok. E’ docente del Dipartimento Attività Didattiche della FIAF e collabora attivamente alla realizzazione della Biennale della Fotografia Italiana – Torino 2015.


Beppe Bolchi
A lover of Photography since he was 12, he has travelled all the amateur experiences until he has become a professional photographer. He has been collaborating with Polaroid for twenty years, verifying the qualities and creative techniques of the Instant Films, which he is a well known expert and supporter of, and he has then dedicated his knowledge to the new “Impossible” films.
His research has let him go deeper in the study of the Stenopeic Photography, therefore becoming an expert who Photography enthusiasts and amateurs refer to.
His projects are always meant as technical and expressive means of research, therefore they often reach new interpretations leading to new paths, such as Multiple Perspectives, Cyclopsies and Floating Portraits.His favourite themes are Architecture, Landscapes and Portraits.
He made exhibitions at the Boston Museum of Fine Arts, in Milan (Italy), Paris and Arles (France) , Glasgow (Scotland) ,Villajoiosa (Spain), Basilea (Switzerland) then Genoa, Castellanza, Busto Arsizio, Savignano sul Rubicone, San Felice sul Panaro, Nocera Inferiore, Senigallia, Tolmezzo and in the most important photographic events in Italy.
He collaborates with several Photographic Schools and Universities and has given very well appreciated workshops in Italy, Paris, Arles, Glasgow, Vienna, Belgrade and at the “Rangsit” University in Bangkok.He is a teacher in the FIAF Educational Department and is now taking part in the organization of the Italian Biennal of Photography- Turin 2015.

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